La crisi dei valori: Husserl denuncia una profonda perdita di senso nella scienza moderna. Questa non è più capace di offrire risposte alle domande fondamentali sul significato dell'esistenza umana.
La"matematizzazione" del mondo: Il punto di svolta negativo viene individuato nel pensiero di Galilei, il quale ha interpretato la natura esclusivamente in chiave matematica.
Svalutazione delle qualità soggettive: Questo processo ha ridotto la realtà a numeri e proporzioni quantitative, escludendo ed emarginando gli aspetti soggettivi, i bisogni, le emozioni e l'esperienza vissuta dell'uomo (il mondo della vita). La scienza è diventata "cieca", scissa tra ciò che è puramente fisico e ciò che è psichico, privando l'umanità di un orientamento valoriale e metafisico.
Intenzionalità: È la caratteristica essenziale della coscienza, definita originariamente da Franz Brentano e ripresa da Husserl. Significa che la coscienza è sempre "coscienza di qualcosa", ovvero è un'attività costantemente rivolta verso un oggetto. Non esiste una coscienza vuota o isolata dal mondo.
Superamento del dualismo: Con questo concetto Husserl supera la rigida separazione tradizionale (di matrice kantiana o idealista) tra un soggetto chiuso in se stesso e un oggetto esterno estraneo. Soggetto e mondo sono legati da una connessione inscindibile.
Noèsi e Noèma: * Noèsi: È l'atto intenzionale del soggetto (l'atto del percepire, immaginare, desiderare, pensare).
Noèma: È l'oggetto inteso attraverso quell'atto, ossia l'oggetto così come viene percepito o pensato dalla coscienza (ad esempio, l'albero "percepito", l'albero "immaginato").
Epoché (Sospensione del giudizio): È il primo e fondamentale passo del metodo fenomenologico. Consiste nel "mettere tra parentesi" l'atteggiamento naturale, ossia la certezza ingenua e precostituita che il mondo esterno esista esattamente così com'è, indipendentemente da noi.
Cosa NON è l'epoché: Non è una negazione scettica della realtà (come il dubbio cartesiano), ma una sospensione del giudizio che permette di mostrare le cose non in riferimento a una realtà già data, ma nel loro puro riferimento al soggetto.
Fenomeno: Sospendendo il giudizio sul mondo, la realtà si rivela alla coscienza come pura manifestazione, ossia come fenomeno (dal greco phainòmenon, "ciò che appare").
Intuizione eidètica (o riduzione eidetica): È l'atto con cui la coscienza, partendo dalla percezione di fatti particolari o individui (es. un singolo clarinetto o un pianoforte), riesce a cogliere l'essenza o forma generale (eidos, l'idea di "suono" o di "musica").
Come avviene: Non avviene per astrazione logica o per un mero confronto empirico, ma attraverso una diretta intuizione intellettuale dell'essenza che rende una cosa proprio quella che è e non un'altra (es. l'essenza della "sedia" che ci permette di identificarla a prescindere dalla sua forma o materiale).
Scienza di essenze: La fenomenologia si configura quindi come una scienza descrittiva delle essenze e delle strutture universali dell'esperienza, ponendosi come base per rifondare l'intero sapere scientifico su "evidenze originarie".
Costituzione dell'oggetto: L'oggetto non è un dato fisso e oggettivo che si impone alla coscienza, ma viene "costituito" nel suo senso attraverso i molteplici atti intenzionali del soggetto.
I livelli della costituzione: La costituzione parte da un livello precategoriale (sensazioni, flussi percettivi immediati) e si sviluppa progressivamente verso forme concettuali più complesse e stratificate.
L'esempio del castello di Berlino: Husserl spiega che se osserva il castello, la sua esperienza vissuta (Erlebnis) cambia a seconda che lo guardi con un atteggiamento naturalistico, che lo desideri visitare, che lo ricordi o che esprima un giudizio estetico. Il castello reale rimane lo stesso, ma il suo noema (il senso dell'oggetto per la coscienza) assume significati completamente diversi in base all'atto psichico.
Il mondo della vita (Lebenswelt): È la dimensione dell'esperienza immediata, prescientifica e vissuta, fatta di bisogni, scopi e significati umani concreti. È il terreno originario dimenticato dalla scienza galileiana, ma che costituisce lo sfondo e il fondamento di ogni possibile verità scientifica e logico-teoretica.
Intersoggettività originaria: Il mondo della vita non è un'esperienza puramente solipsistica (del singolo io isolato), ma è una dimensione intrinsecamente comune e condivisa. Il mondo si costituisce come "oggettivo" proprio perché è percepito da una pluralità di soggetti che entrano in relazione tra loro attraverso il proprio corpo e le proprie intenzionalità, riconoscendo gli altri come soggetti analoghi a sé.


