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martedì 30 settembre 2025

L'idealismo estetico di Shelling



filosofia: Schelling afferma la centralità della natura differenza degli altri esponenti dell'idealismo. Per lui,
il principio infinito creatore della realtà è l'assoluto dove soggetto e oggetto vengono conciliati in una superiore unità.

esistenza: Per Schelling l'esistenza della natura è autonoma e indipendente dalla rappresentazione dell'uomo. Essa non viene più considerata come funzione dell'azione dell'Io (cioè come non-Io), né unicamente come ostacolo ma acquista nuova centralità e importanza in quanto è intrisa di infinito ed è un miracolo vivente perenne fonte di meraviglia. 

natura: il mondo della natura  può essere conosciuto dall'uomo. Per Schelling la natura è spirito solidificato e addormentato e la spiritualità che contiene, anche se in modo inconscio e irriflesso può essere colta dall'uomo attraverso l'esperienza estetica.

idealismo: Schelling è spesso associato all'idealismo tedesco, che cerca di superare il dualismo tra soggetto e oggetto. A differenza di Kant, che separava rigorosamente il mondo fenomenico da quello noumenico, Schelling propone una visione in cui il soggetto e l'oggetto sono intimamente connessi. L'idealismo per Schelling implica una realtà unitaria che si manifesta in diverse forme.

Assoluto: rappresenta l'unità fondamentale della realtà. Schelling vede l'Assoluto come qualcosa che trascende ogni opposizione, sia tra soggetto e oggetto, sia tra idea e realtà. Essa è un principio vivente che si manifesta attraverso la storia e la natura.

Libertà: è un tema centrale nel pensiero di Schelling, che ha cercato di conciliare libertà e necessità. Egli sostiene che la libertà umana è una componente essenziale della realtà, in quanto permette all'individuo di esprimere se stesso autenticandosi. Tuttavia, questa libertà è vista in relazione all’Assoluto.

Storia: Schelling concepisce la storia come un processo dialettico in cui l'Assoluto si realizza nel tempo. La storia è vista come un paradossale sviluppo della libertà e della necessità, in cui il divino si manifesta attraverso il divenire umano. La filosofia della storia di Schelling ha anche un aspetto teleologico, che implica una direzione e un significato evolutivo nel tempo.

Identità: Il concetto di identità in Schelling si riferisce a una sintesi tra soggetto e oggetto, spirito e natura. Egli sostiene che l'identità trascende le opposizioni tradizionali, stabilendo un'unità più alta e profonda.

Dialettica: Schelling utilizza un metodo dialettico per esplorare le contraddizioni e i conflitti presenti nella realtà. La dialettica, per lui, non è solo un modo di pensare, ma rappresenta anche la dinamica della realtà stessa, dove le opposizioni generano una sintesi più alta.

Arte: Schelling considera l'arte come una manifestazione alta dell'Assoluto. L'arte è vista come un modo attraverso cui l'uomo può esprimere la sua comprensione del divino e della natura. Per lui, l'arte ha un valore ontologico, poiché manifesta l'unità tra l'estetica e l'assoluto.


mercoledì 17 settembre 2025

L'idealismo etico di Fichte


idealismo: Fichte considera inammissibile teoria kantiana per cui l'io è estraneo e impassivo affermando che l'lo è attività creatrice del mondo e priva di limiti. Si compie il passaggio dal criticismo kantiano (non c'è conoscenza al di la dell'esperienza sensibile) all'idealismo (libertà dell'io)

libertà: Fichte fa proprio il motivo del filosofo tedesco Lessing che aveva riposto il valore della verità  nello sforzo costante per raggiungerla e non di avercela poiché la ricerca è impegno e attività. Fichte perciò ne attribuisce un significato morale cioè che non vale nulla essere liberi ma vale diventarlo.  

vita: La vita di Fichte è vista come uno sforzo per "diventare libero". Fichte nacque da una famiglia di contadini poverissimi pareva destinato a fare il guardiano di oche ma il ragazzo sognava di diventare un giorno "pastore di anime". Riesci a compiere i suoi studi nel celebre collegio di Pforta. A diciotto anni iniziò a frequentare l'università. Le sofferenze, lo studio afforzano il suo carattere.  Per guadagnarsi da vivere fece il precettore in case private in Germania e in Svizzera. Nel 1794 diviene professore a Jena. 

teorie: Fichte pubblicò il "Giornale filosofico" in cui identificava Dio con l'ordine morale del mondo e fu accusato di ateismo. Inziò a frequentare personalità rappresentative del Romanticismo tedesco tra cui Schlegel e Schleiermacher. Attraverso un discorso invitò i tedeschi a insorgere contro lo straniero proponendo una nuova forma di educazione incentrata sull'amore per la libertà. Muori il 29 gennaio del 1814.

opere: Saggio di critica di ogni rivelazione (1792), Fondamenti dell'intera dottrina della scienza (1794), Sul fondamento della nostra credenza nel governo divino del mondo (1798), La missione dell'uomo e Lo Stato commerciale chiuso (1799) e Discorsi alla nazione tedesca (1807- 1808).

filosofia: Fichte considera l'lo come principio assoluto e infinito criticando la preesistenza di una "cosa in sé" indipendente dal soggetto e fuori dalle sue possibilità conoscitive e l'insoluto problema dell'origine del materiale sensibile della conoscenza. Secondo Fichte non si è più limitati da una presunta realtà noumenica ma tutto è pertanto assoluto e infinito. L'Io è quale principio originario e incondizionato, da esso deriva tutta la realtà sia dal punto di vista conoscitivo sia dal punto di vista materiale.

idealismo: si fa riferimento alle filosofie che affermano l'identità tra realtà e pensiero e pongono in quest'ultimo il fondamento razionale della prima.  Oppure si riferisce alla corrente di pensiero che si sviluppa in Germania nell'epoca romantica che supera la prospettiva "gnoseologica" del criticismo.

differenza: tra dogmatismo e idealismo è che che proclamando l'assoluta libertà del soggetto si apre la possibilità di una piena realizzazione dell'impegno etico al contrario del dogmatismo che resta prigioniero. La scelta per Fichte dipende dal temperamento di ogni individuo (l'inerte sarà per natura orientato verso il dogmatismo mentre l'attivo, intraprendente sarà attratto spontaneamente dall'idealismo, che afferma l'infinità dell'Io e la sua assoluta sovranità)

io: che è costantemente impegnato in un faticoso processo di autorealizzazione e "sforzo"(Streben) e spinto verso l'ideale di perfezione. L'Io fichtiano non si identifica con l'io personale di ciascun individuo ma è l'lo puro (io come attività spirituale priva di condizionamenti empirici o universale e l'attività creatrice).

  1. il primo momento:I'lo pone se stesso (tesi)
  2. il secondo momento: l'lo pone il non-lo-regno dei limiti (antitesi)= io finito (io limitato)
  3. il terzo momento l'lo oppone all'io (sintesi)

opposizione: I'lo puro deve necessariamente opporsi a un non-lo e all'oggetto in quanto  ha bisogno di qualcosa di altro da sé per realizzarsi essendo attività. Poi l'lo si particolarizza in tanti io empirici e finiti  contrapposti alle singole cose. 

interrogativo: se davvero è l'lo che pone la realtà come oggetto e antitesi della sua attività perché il soggetto concreto considera il mondo come qualcosa di indipendente da sé?

compito dell'uomo:il compito dell'essere umano è di vivere in società contribuendo alla formazione di tutti gli uomini e aiutando quest'ultimi a prendere consapevolezza della legge morale che è in ognuno. L'istinto sociale è un istinto fondamentale poiché l'uomo sentendosi un io finito ma aspirando all'infinito cerca di superare la propria limitatezza partecipando alla vita degli altri istituendo una società di collaborazione.

norme: gli uomini per vivere in società non devono trattare gli altri uomini come mezzi ma come fini (calpestando la libertà dell'altro si calpesta anche la propria libertà) e nella società bisogna garantire l'educazione cioè la possibilità di raggiungere la perfezione morale (irrealizzabile),

società e Stato: Lo Stato è per Fichte qualcosa di meramente empirico, che ora esiste, ma che potrebbe anche scomparire qualora gli uomini divenissero così virtuosi da non aver bisogno di un potere repressivo. Lo stato non è un fine. La società perfetta è quella in cui regna la libera collaborazione tra gli uomini e in cui tutte le volontà riescono a trovare un reciproco accordo, in una superiore e razionale armonia di intenti. Si tratta del sogno di una società ideale, in cui l'uomo, liberatosi dagli egoismi e dalle passioni, si faccia guidare soltanto dalla ragione e sappia porre rimedio agli errori senza bisogno di ricorrere a un'autorità coercitiva. L'uomo può vivere senza stato ma non senza società.

scopo: delle conoscenze è quello di sviluppare in modo uniforme tutte le attitudini tipiche dell'umanità. La vera missione che è assegnata  quindi alla classe colta: sorvegliare dall'alto il progresso effettivo del genere umano in generale e nel promuovere costantemente questo progresso.

stato: Fichte mira a un rafforzamento dello Stato e ad un governo forte che controlli le attività economiche con una politica di tipo protezionistico. Si limita così la concorrenza, mediante tasse sui prodotti importati. I cittadini devono essere in 3 categorie (contadini, pastori e minatori) e lo stato garantisce diritti e doveri. Il dotto guida le classi sociali.

Pestalozzi: cercò di mettere in pratica le idee della filosofia di Fichte nel campo della pedagogia. Il pedagogista Pestalozzi scrisse il romanzo pedagogico Leonardo e Geltrude in cui mise in risalto la figura educativa fondamentale della donna. Pestalozzi ritiene che la natura umana deve superare le passioni come le tendenze istintuali e materialistiche

Kirkegaard

Critica : Kierkegaard polemizza soprattutto con la filosofia di Georg Wilhelm Friedrich Hegel, che pretendeva di spiegare la realtà come svi...